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God intended the earth with everything contained in it for the use of all human beings and peoples. Thus, under the leadership of justice and in the company of charity, created goods should be in abundance for all in like manner.Whatever the forms of property may be, as adapted to the legitimate institutions of peoples, according to diverse and changeable circumstances, attention must always be paid to this universal destination of earthly goods. In using them, therefore, man should regard the external things that he legitimately possesses not only as his own but also as common in the sense that they should be able to benefit not only him but also others.(9) On the other hand, the right of having a share of earthly goods sufficient for oneself and one's family belongs to everyone. The Fathers and Doctors of the Church held this opinion, teaching that men are obliged to come to the relief of the poor and to do so not merely out of their superfluous goods.(10) If one is in extreme necessity, he has the right to procure for himself what he needs out of the riches of others.(11) Since there are so many people prostrate with hunger in the world, this sacred council urges all, both individuals and governments, to remember the aphorism of the Fathers, "Feed the man dying of hunger, because if you have not fed him, you have killed him,"(12) and really to share and employ their earthly goods, according to the ability of each, especially by supporting individuals or peoples with the aid by which they may be able to help and develop themselves
69. I beni della terra e loro destinazione a tutti gli uomini

Dio ha destinato la terra e tutto quello che essa contiene all'uso di tutti gli uomini e di tutti i popoli, e pertanto i beni creati debbono essere partecipati equamente a tutti, secondo la regola della giustizia, inseparabile dalla carità (147). Pertanto, quali che siano le forme della proprietà, adattate alle legittime istituzioni dei popoli secondo circostanze diverse e mutevoli, si deve sempre tener conto di questa destinazione universale dei beni. L'uomo, usando di questi beni, deve considerare le cose esteriori che legittimamente possiede non solo come proprie, ma anche come comuni, nel senso che possano giovare non unicamente a lui ma anche agli altri (148). Del resto, a tutti gli uomini spetta il diritto di avere una parte di beni sufficienti a sé e alla propria famiglia. Questo ritenevano giusto i Padri e dottori della Chiesa, i quali insegnavano che gli uomini hanno l'obbligo di aiutare i poveri, e non soltanto con il loro superfluo (149). Colui che si trova in estrema necessità, ha diritto di procurarsi il necessario dalle ricchezze altrui (150). Considerando il fatto del numero assai elevato di coloro che nel mondo intero sono oppressi dalla fame, il sacro Concilio richiama urgentemente tutti, sia singoli che autorità pubbliche, affinché - memori della sentenza dei Padri: « Dà da mangiare a colui che è moribondo per fame, perché se non gli avrai dato da mangiare, lo avrai ucciso » (151) realmente mettano a disposizione ed impieghino utilmente i propri beni, ciascuno secondo le proprie risorse, specialmente fornendo ai singoli e ai popoli i mezzi con cui essi possano provvedere a se stessi e svilupparsi.