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02 04 2005 A.D.

 

There's a long-distance train rolling through the rain, tears on the letter I write.
There's a woman I long to touch and I miss her so much but she's drifting like a
satellite. There's a neon light ablaze in this green smoky haze, laughter down on
Elizabeth Street
And a lonesome bell tone in that valley of stone where she bathed in a stream of pure
heat. Her father would emphasize you got to be more than street-wise but he practiced
what he preached from the heart.
A full-blooded Cherokee, he predicted to me the time and the place that the trouble would start.

There's a babe in the arms of a woman in a rage
And a longtime golden-haired stripper onstage
And she winds back the clock and she turns back the page
Of a book that no one can write.
Oh, where are you tonight?

The truth was obscure, too profound and too pure, to live it you have to explode.
In that last hour of need, we entirely agreed, sacrifice was the code of the road.
I left town at dawn, with Marcel and St. John, strong men belittled by doubt.
I couldn't tell her what my private thoughts were but she had some way of finding
them out. He took dead-center aim but he missed just the same, she was waiting,
putting flowers on the shelf.
She could feel my despair as I climbed up her hair and discovered her invisible self.

There's a lion in the road, there's a demon escaped,
There's a million dreams gone, there's a landscape being raped,
As her beauty fades and I watch her undrape,
I won't, but then again, maybe I might.
Oh, if I could just find you tonight.

I fought with my twin, that enemy within, 'til both of us fell by the way.
Horseplay and disease is killing me by degrees while the law looks the other way.
Your partners in crime hit me up for nickels and dimes, the guy you were lovin'
couldn't stay clean.
It felt outa place, my foot in his face, but he should-a stayed where his money was
green.
I bit into the root of forbidden fruit with the juice running down my leg.
Then I dealt with your boss, who'd never known about loss and who always was
too proud to beg.
There's a white diamond gloom on the dark side of this room and a pathway that leads
up to the stars.
If you don't believe there's a price for this sweet paradise, remind me to show you the
scars.

There's a new day at dawn and I've finally arrived.
If I'm there in the morning, baby, you'll know I've survived.
I can't believe it, I can't believe I'm alive,
But without you it just doesn't seem right.
Oh, where are you tonight?

 

Where Are You Tonight (Journey Through Dark Heat)

Bob Dylan, 1978

                                                     

Ecco; fin qui era la pagina che ho tenuto come *intro* in questa settimana di *lutto*.
Una canzone di Bob Dylan, *Where Are You Tonight / Journey Through Dark Heat* tratta da *Street Legal* splendido album del 1978.
Quando mori' Papa Luciani, quella canzone era il pezzo che ascoltavo piu' spesso.
Mi sembrava parlasse di lui, mi sembrava che quella voce cercasse lui.
Cosi', sull'onda dell'emozione provata per l'evento, ne scrissi un'indegna interpretazione in italiano che intitolai *La Mela e Il Serpente* e che riporto qui sotto.

Da adesso riprendero' a scrivere *normalmente*, rimetto al suo posto al pagina iniziale e relego questa pagina nel suo scaffale piu' consono.
Ma quello che e' successo e quello che ho provato non lo dimentichero' e non voglio farlo.
Perche' quello che e' successo dimostra che e' ancora lo spirito che muove tutto, non la sporcizia materiale nella quale sguazziamo beoti ogni giorno.
Vorrei anch'io morire cosi, un giorno, sapendo di aver fatto tutto quello che potevo fare.
E potendo dire che non ho nulla; lascio quello che ho scritto e detto.
Sono con il fiume di persone che hanno invaso Roma per dire cosa interessi di piu'.
Sono con chi l'ha pregato senza tener conto che non sarebbe *canonico* pregare chi e' appena trapassato, ma bisognerebbe pregare *per* lui.
Io che prego per il piu' grande uomo del mio secolo?
Come se Shakespeare mi chiedesse consigli su una rima.
No, io prego lui, non per lui.
Ed alle ortiche il conformismo e le regole di chi avrebbe voluto relegare lo Spirito all'aura dei praticanti.
Totus Tuus.
Amen.

 

Il Serpente

 C’e’ ancora una lunga distanza da coprire
e lacrime con cui bagnare le tre Scritture
Donne da guardare, forse da toccare,
c’e’ una forte luce al neon e sembri ridacchiare
come una campana solitaria in una sperduta vallata
mio padre mentre parlava moralizzava
e come un vecchio Cherokee non si stancava
di predicare dove avrebbe colpito l’opera del male
Oggi il vento sta frenando il tempo
E una sottile brezza sta voltando
Le pagine di questo libro
Che nessuno potra’ mai leggere
Oh, Dio, spiegami: dove sei andato stanotte?

Semmai la verita’ era sicura, profonda, difficile ma pura
Sarebbe stato il momento di farla scoppiare
Di liberare uomini sconfitti dal dubbio
E cominciare a consolare anime stanche
Di colpire le centrali e di attaccare i fiori del male
Ma ci siamo gia’ fermati prima di iniziare
Dio, potrai sentire la mia rabbia
E forse scoprire questo mio segreto pianto
Vi sono ancora mostri sulla strada
E diavoli a disturbarci i sonni
Io vorrei solamente continuare
Questo libro che si sta chiudendo
Oh, solo se sapessi perche’ mi hai lasciato solo stanotte

Il nostro nemico piu’ forte e’ stato il destino
E il disprezzo mi sta gia’ uccidendo dal dolore
Almeno il tuo partner non sara’ mai preda
A noi invece basta che un imprevisto ci sbarri la strada
Ora provate voi a cercare i diamanti quando si fa scuro il mare
Sara’ allora che capiremo che c’e’ un prezzo da pagare
Si’, c’e’ proprio da pagare per il paradiso
Ma e’ troppo alto
Cosi’ ci farai abbandonare tutti
Ed intanto nasceva un nuovo giorno
Mentre io un poco meno vivo
Avevo gia’ bruciato questo libro
Che tu mi avevi insegnato a leggere
Oh, Dio, perche’ mi hai lasciato solo stanotte?
Spiegami dove sei andato!

 

Giuseppe Gazerro, 1978