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Se Sei Bello Ti Tirano Le Pietre

 

 

Credo sia doveroso per me ringraziare chi mi ha voluto qui, quindi…
This is not a lesson, this is a show….
Non nel senso che sara’ un concerto o uno spettacolo nel senso positivo del termine, ma nel senso etimologico di show, mostrare….

Il tema di tutta questa manifestazione, occupazione e’ la protesta………che quello che ho pensato di raccontarvi spero possa essere anche divertente o, quantomeno, piacevole.
Quindi vi presento i ragazzi che si son prodigati con me nel rendere possibile la cosa, iniziando da…

ALL ALONG THE WATCHTOWER


Ci deve essere una via d’uscita, disse il giullare al ladro.
Due cavalieri andavano verso di loro ed il vento soffiava.
Il vento della protesta e poco spazio per i sentimenti; gia’; e’ il tema sul tappeto, no?
Protesta e rock; si’, una volta erano totalmente legate.
Oggi e’ diverso, in effetti; non di rado la musica, negli ultimi anni, e’ stata invece legata a filo doppio all’establishment, a mantenere lo status quo ed addirittura a protestare contro chi protesta (Rumatera, Radio….).
Il divertimento, panem et circenses.
Una volta non era cosi’.

Una volta chi imbracciava una chitarra lo faceva per urlare contro il cielo; e spesso, nella strada verso il cielo, colpiva anche chi stava sui gradini piu’ alti; senza paura e senza il qualunquismo doi oggi.
Woodstock ed i Creedence.
HAVE YOU EVER SEEN THE RAIN

Una volta la musica rappresentava la frattura tra la generazione under 20 e tutti gli altri, che noi chiamavamo matusa.
Anche a 25 anni si era gia’ matusa, eccome.
Del resto i ns insegnanti, allora, avevano spesso 25 anni…….e quindi erano il nostro nemico...

E i genitori, molto piu’ giovani dei vostri, erano pero’ molto meno amici.
E la frattura, una volta passato il messaggio della modernita’, fu netta.
Gli diedero persino un nome, il gap generazionale.
Che oggi, viceversa, mentre le generazioni nn son piu’ divise da 20-25 anni, ma spesso da 40 quand’anche non da 50, e’ termine che non si usa piu’.
Perche’ adesso, per molti versi, si e’ sulla stessa sponda.
Qui, oggi, per esempio.
Nella musica, per esempio.
Che suoniamo ed ascoltiamo.

Il rock ci separava da loro, allora.
Il rock, oggi, e’ spesso ascoltato piu’ dagli insegnanti che dagli allievi.
Perche’ ieri il rock era veicolo di protesta e oggi no?

Una rivista specializzata che ben conoscete…..

Storia dei 500 pezzi piu’ importanti del rock.
C’erano anche pezzi degli ultimi decenni, qualche Coldplay, Green Day…..ma ai primi 5 posti c’erano tutti pezzi degli anni ’60; tutti; Respect; Satisfaction, Yesterday, Imagine e the winner was
LIKE A ROLLING STONE

 

Il rock, oggi, e’ spesso ascoltato piu’ dagli insegnanti che dagli allievi.
Perche’ ieri il rock era veicolo di protesta e oggi no?
Beh, intanto perche’ era una cosa nuova, rivoluzionaria di per se’.
Ora si stanno creando varianti del rock, dalla disco di fine anni 70, alla dance degli 80, al grunge dei 90, al brit pop degli anni 00, ma persino generi veramente di nicchia come l’hip hop da una parte, il metal dall’altra, il gangsta rap…sono tutte variazioni di stili sempre esistiti.
Del rap parleremo piu’ tardi, il metal….beh, il metal e’ chiaramente figlio degli Zeppelin e dei Deep Purple, e’ una cosa evidente.
Ma tutti questi generi non sarebbero qui tra noi se non fosse nato il r’n r, quello si’ veramente diverso da prima, quando la musica era solo classica o leggera o jazz.
Il rock nacque praticamente nel 55, quando dei folli pianisti jazz si misero a violentare gli strumenti per farvi uscire note incazzate, di ribellione di per se’, se non altro perche’ erano *diverse*.
E’ il caso di Jerry Lee Lewis, di Chuck Berry.
Un pezzo che accarezza il Papa ma con ironia.

JOHNNY B.GOODE

 

Questo pezzo, del resto, parlava anche delle chitarra come mezzo di protesta in se’.
(LEGGERE IL TESTO)
(CITAZIONE DI WOODY GUTHRIE CON FOTO *THIS MACHINE….*)

Ed il rock divenne quindi in un certo senso non solo UN veicolo di protesta, ma divenne IL massimo veicolo della protesta.
E chi puo’ incanalare la protesta verso il sistema?
I soldi, come al solito.
Chi si compro’ per primo il rock?
Indovinate.
Datemi un negro che canta come un bianco e vi faro’ un milione di dollari.
THAT’S ALRIGHT MAMA


Per questo oggi la musica e’ spesso non solo veicolo di protesta, ma di omologazione; finche’ e’ in mano ai reality, ai talent show, che, per ovvi motivi, sono in mano alle grandi multinazionali della comunicazione, non potra’ mai essere mezzo di protesta.
Ma torniamo agli anni’70.

Dove, appunto, la musica era protesta; e lo era praticamente sempre; anche se di per se’ le note non fossero (e nemmeno i ritmi) molto diversi.
Ma il rock (allora si chiamava pop) lo si *poteva* ascoltare, la musica dei *grandi* (allora la chiamavamo *leggera*) NO:
vietato.
C’erano proprio degli autori che si potevano ascoltare e degli autori che non si potevano ascolare.
Al di la’ del suono, del ritmo.
IMAGINE

Noi invece avevamo un meraviglioso Lucio Battisti, ma non si poteva ascoltare.
Ma ricordo bene come Battisti bisognasse nasconderlo perche’ lui faceva parte dell’entourage, anzi, si diveva addirittura fosse un fascista, perche’ era un romano di borgata, perche’ aveva litigato con ragazzi che gli voelvano chiedere il messaggio, per la copertina di Il Mio Canto Libero.
Eppure scriveva cose bellissime
NEL CUORE NELL’ANIMA

 

Quindi l’inglese andava bene, il resto no; il resto comincio’ a diventare vecchio, inaccettabile.
E chi invece era rock, pop, beat doveva essere impegnato.
(ANEDDOTO DI DE GREGORI)

Spesso erano prese da musiche inglesi, ma non erano perdonate lo stesso.
I gruppi di quell’epoca, infatti, cantavano spesso con l’accento inglese
GLI OCCHI DELL’AMORE

 

I gruppi di allora erano inglesi, la musica pop e beat veniva da li’; li’ si era fatta la rivoluzione; a Carnaby Street, la minigonna.
Qualcuno disse:
Bob Dylan ci ha liberato la mente.
Elvis Presley ci ha liberato il corpo.
I Beatles hanno colorato il mondo.

COME TOGETHER

 

Gia’, liberato il corpo.
Perche’ nei movimenti pelvici di Elvis Presley c’era tutto un mondo che chiedeva la liberta’ sessuale; quello che allora si chiamava il sesso libero.
E da cui sono nate, secondo me a torto, le dicerie sul rock strumento di peccato.
Il rock e’ sempre stato strumento di pace; e anche nelle sue accezioni piu’ esplicite, la liberazione era intesa anche in senso religioso o perlomeno spirituale era sottintesa.
Gli Animals e la canzone sulla prostituzione.

THE HOUSE OF THE RISING SUN

 

Dylan ha liberato la mente.
Io potrei parlare di Dylan per un’intera occupazione.
(pardon, autogestione….cogestione).
Ma al di la’ di tutto quello che potrei dirvi di Dylan, voi sapete quante frasi fatte vengono dai testi di Dylan, oltre alle celeberrime Blowin’, Stone, Times…
il primo rap della storia che cantava…
SUBTERRANEAN HOMESICK BLUES


Gia’, liberato la mente.
Perche’ adesso quando succede qualcosa, che sia discutibile opinabile, come la protesta di questi giorni o che faccia inorridire tutti come le stragi a scuola o gli eventi non diviene argomento di canzoni, non sempre, almeno.
La protesta, allora, era proprio veicolata ebasta dalla musica.
Baia dei Porci
HARD RAIN  /// BLOWIN IN THE WIND

 

Oggi non e’ cosi’, tranne , forse, nel rap che in effetti, al di la’ dei gusti individuali, e’ forse l’unica forma di musica che raccoglie, almeno nei testi, l’eredita’ degli anni 60 e 70; cioe’ quella di essere sempre e cmq musica *impegnata* e di raccogliere le istanze sociali; che sia Fabri Fibra a Eminem, che sia il gangsta rap o che sia il freestylung anche italiano, raramente interpreta sentimenti e quasi sempre il disagio sociale.
Pero’ musicalmente e’ di nicchia; se non ti piace non ti piace.
Lo spartito e’ limitato.
Allora la nostra musica era tutta *impegnata*, anche se era quella difficilissima dei Genesis o dei Pink Floyd.
(TESTO DA LEGGERE)
ANOTHER BRICK IN THE WALL

 

E chi la cantava era l’ironia, ero lo sberleffo e gli adulti, i matusa vennero travolti da questa ondata; negli anni 70 nacquero le assemblee di classe, nacquero le occupazioni, nacque la consapevolezza che i diritti ed i doveri fossero uguali e casomai chi aveva i posti di comando aveva piu’ doveri.
Da qui, e dal titolo di una famosa canzone dell’epoca, il titolo che ho voluto dare a questa *cosa*.
Se sei bello ti tirano le pietre; si cantava appunto, se sei bello se sei cattivo se sei brutto se sei buono ti tirano le pietre.
Inutile cercare di prostarsi a chi ha potere:

tutti vengono lapidati, prima o poi.
RAINY DAY WOMEN 12#35


Ecco, questa era la protesta, negli anni 60 e la 70; ed il veicolo era la musica; oggi si sta diradando, ma noi speriamo sempre che dietro una chitarra ci sia qualcuno che canti:
(LEGGERE IL TESTO DI TIMES THEY ARE A-CHANGIN’).
TIMES THEY ARE A-CHANGIN’
….senza interruzione….
KNOCKIN’ ON HEAVEN’S DOOR
(leggo il testo)
(Presento la band)