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Intervento in rete, 21 07 04

 

Chiedo scusa ai *vecchi* della lista se faccio un intervento lungo  e cattedratico, ma mi sentivo di dire la mia dal punto di vista *professionale*.

Insomma, se posso aiutare Max lo faccio, poi se dovro’ sentire gli improperi di chi odia troppa serieta’ nel Ng, pazienza…

J))

Ok, allora, Max, chiariamo subito una cosa.

Non esistono libri facili e libri difficili.

E’ un equivoco provocato dal pessimo costume italiano (ma non solo italiano) di imparare una lingua *mediante la grammatica* e non *tramite l’acquisizione del lessico*.

Mi spiego.

Una lingua e’ fatta di parole, NON di grammatica.

La grammatica e’ come un’impalcatura in una casa.

C’e’, esiste, la si vede, ma poi va tolta.

E chi vi abita non la vede piu’.

 

Immagina di conoscere tutte (TUTTE!!!) le regole grammaticali di una lingua ma neppure una parola.

Come chiedi un giornale all’edicola?

Non ce la fai.

Ora immagina di conoscere tutte le parole di una lingua, ma di non conoscere alcuna regola grammaticale.

Come chiedi un giornale all’edicola?

Magari sbaglierai la posizione delle parole, ma lo chiedi e ti capiscono.

E, del resto, non e’ quello che si fa con la L1(Lingua Nativa)?

Chi di noi sa rispondere (senza pensarci troppo e senza consultare testi) J)),  perche’ e’ corretto dire *sono andato* e *ho avuto* ma non *ho andato* e *sono avuto*?

E quand’anche qualcuno di voi avesse risposto (dubito) J)), mi dica:

perche’ si dice *ho camminato* e non *sono camminato*?

Ma era solo un esempio, si potrebbe andare avanti per anni.

L’acquisizione di una lingua avviene tramite l’acquisizione del lessico, non della grammatica!

Come, infatti, fanno le mamme con i loro bambini, cui insegnano *pappa*e *sonno*, non la coniugazione del verbo *fare* + l’uso del complemento oggetto *pappa*.

E, infatti, per un *nativo*, non esistono libri facili e libri difficili.

Esistono libri difficili di contenuto, e’ vero.

Ma non perche’ non capisci le parole, perche’ non capisci dove va a parare il discorso, tutt’al piu’.

(penso ai testi di Eco, per esempio)

Paradossalmente, i testi piu’ *difficili* potrebbero essere proprio quelli piu’ *bassi*!

Da’  a mia madre (che legge Tolstoj e Dostojevskji a 100 pagine al giorno) *La Gazzetta dello Sport* e verifica l’esperimento.

Non ci capisce nulla, te lo assicuro.

Ora facciamo lo stesso esperimento con un conoscitore di L2 (seconda lingua) di livello  *intermediate*, come capisco essere tu, da come ti definisci.

Prova a leggere un testo universiatario qualsiasi.

Crederai di essere un madrelingua.

Poi apri un libro di narrativa qualsiasi.

Cominci ad andare in crisi.

Poi prendi un testo semplice, come il *Daily Mirror*

Non capisci quasi nulla,

Poi entra in un pub a Londra Nord dove parlano di calcio

Non capisci nemmeno l’argomento del discorso.

Perche’?

Beh, perche’non conosci il lessico, non perche’ non conosci la grammatica che, anche ammesso conoscessi perfettamente, non ti avrebbe aiutato.

Magari tu sai perfettamente cosa significhi *bronchitis* (e in ogni caso lo capisci), ma sai come si dice *porco càn, ha fatto la barba alla traversa!!!*?

In L1(madrelingua), quindi , l’esperimento vale al contrario, e’ vero o no?

Il bar e’ *facile*, la Gazzetta anche, un libro un po’ meno, un testo universitario e’ da addetti ai lavori.

Perche’ della nostra lingua (come di una qualsiasi lingua) conosciamo il lessico anche se non conosciamo la grammatica.

 

Quindi, Max, non ti perdere ad aspettare il libro *facile*

Potrebbe esistere, in linea teorica, ma dovrebbe essere il libro che contiene tutte le parole che conosci tu.

Statisticamente improbabile.

J))

E non temere di trovare il libro *difficile*

Lo sono tutti i libri che contengono piu’ del 30% di parole che non conosci; cioe’, al tuo livello, quasi tutti.

(il 30% di parole  che non si conoscono e’ il livello oltre il quale si e’ calcolato non si riesca piu’ a capire un frase)

Vi sono libri, infatti, usati all’uopo; sono quelli cosiddetti *graded*, cioe’ testi con difficolta’ graduata.

Ma quello che cambia, infatti, e’ il *numero di parole usate*, MAI la difficolta’ del contenuto.

Potete trovare l’*Ulisse* di Joyce al livello 1, cioe con 300 parole (quindi facilissimo) e un manuale sull’uso del PC scritto da Bill Gates di livello 5; 2500 parole, quindi di complessita’ praticamente massimale.

Ma lascerei perdere i libri *graded*, che vanno bene solo a scuola, diluiscono i tempi e sono un po’ infantili nell’approccio.

Casomai, se proprio volessi darti un consiglio a tutti i costi, ti direi che potresti incominciare con i racconti brevi, perche’ ti stanchi meno ed hai piu’ *pit stop* per verificare a che punto stai, se ti stai divertendo, se vale la pena………………..

Ma non perche’ siano piu’ *facili*

J))

 

Concludendo, dunque,  comincia tranquillamente *un* libro, senza preoccuparti troppo di quale sia.

Ai miei ragazzi che chiedono con che film iniziare a vedere in originale, io rispondo :*col tuo film preferito*.

Dopo 10 libri/film capirai molto di piu’, dopo 30 quasi tutto.

Dopo una cinquantina, intorno alle 10mila pagine, capirai tutto e non ricorderai piu’ quando hai passato i vari livelli.

Perche’ non ci sono.

Sono impalcature che si smontano.

 

In bocca al lupo.

 

 

Lettera di Memole, 27 07 04

 

> Io ho provato a leggere un racconto e non sono riuscita a comprendere
> quasi niente... :'( 
 
Ovvio, evidentemente  il tuo livello non te lo permetteva....
Mica e' una questione di fortuna!
:-)))
 
.......Allora ho provato a confrontare la versione inglese
> con quella italiana frase per frase, ma in questo modo la lettura mi è
> venuta a noia e dopo poche pagine ho lasciato perdere...
 
Mamma mia!
Quasi peggio di come si fa a scuola!
:-)))
 

> Secondo te qual'è il modo migliore per leggere un libro in lingua
> originale? E può essere ciò effettivamente costruttivo anche con un
> livello basso di comprensione?
> Grazie.

> > Ai miei ragazzi che chiedono con che film iniziare a vedere in originale, io
> > rispondo :*col tuo film preferito*.
>
> A proposito di film: è meglio vederli con i sottotitoli (in inglese
> intendo), o focalizzare l'attenzione solo sull'ascolto?
 
Rispondo alle 2 domande contemporaneamente perche' sono, in fondo, una questione sola.
Non solo tra libro e libro, ma anche tra media e media non v'e' differenza, al fine della *qualita'* dell'apprendimento.
Puoi partire da un libro o da un film, e' uguale.
Ovvio che con i film sviluppi la *listening comprehension* e con i libri la *reading comprehension*, e' persino banale dirlo, ma non e' che una serva piu' o meno dell'altra.
Casomai sarebbe meglio svilupparle insieme.
E magari abbinarvi, gia' che si siamo, anche la *speaking* e la *writing* (comprehension).
In altre parole, 10 pagine di libro, 1 ora di film, 1 mail ed un discorso di 5 minuti al giorno e dopo un anno mi sai dire che passi avanti hai fatto!
:-)))
Ma torniamo al punto in questione.
Come iniziare.
Innanzitutto, si', si inizia a quasiasi livello, non c'e' dubbio.
Poi, pero', come dici nella domanda seconda, non sarebbe male aspettare di entrare in *full immersion* in maniera graduale.
Quindi, per i libri, usare racconti molto corti, in modo che si faccia il punto dopo 1 giorno/2 e non dopo una vita, quando magari si e' gia' rassegnati ad aspettare il secondo romanzo perche' del primo *non ho capito nulla*
Ed anche usare i libri *graduati*, specie sotto il livello *intermediate*, non e' sbagliato.
(*intermediate* significa 30%, cioe' capisci un po', leggi un po', ma spesso perdi il filo, non riconosci molte parole......)
Provali, costano poco e se ne trovano di carini, anche di King, credo.
Per i film, non esistono *graduati*, ovviamente, ma il sistema della *gradazione* viene resa, come hai intuito tu, con i sottotitoli.
In effetti consiglio anch'io di usarli.
Parti addirittura con quelli in italiano; fregatene se ti accorgi di leggere e basta, intanto fai l'orecchio.
Poi passa ai sottotitoli in inglese, pero'.
(e con quelli vai avanti una vita, perche' quando arrivi al 100% di comprensione coi sottotitoli sei oltre al 50% senza sottotitoli, ed arrivare al 50% dallo 0 e' molto piu' *lungo* che arrivare al 100% di comprensione partendo dal 50%, vedrai)
Poi togli anche quelli.
L'ìimportante e' che i sottotitoli non ti schiavizzino (cioe' tu non abbia paura a toglierli) ne' ti spaventino (cioe' pensi di non capire nulla perche' hai i sottotitoli)

 

Intervento in rete, 27 07 04

> > (*intermediate* significa 30%, cioe' capisci un po', leggi un po', ma spesso
> > perdi il filo, non riconosci molte parole......)
>
> Quindi, se ho capito bene, non importa se non riconosco molte parole e non
> capisco tutte le frasi, basta che capisco il senso del discorso. Giusto?
 
beh, non e' che *non importa*.
E' che i livelli sono tappe attraverso le quali *devi* passare per forza.
Quindi non e' che te ne possa preoccupare.
Devi andare avanti, sapendo che piu' *fai*, piu' capisci.
 
 
 
> Devo dire che, nella prova che ho fatto, con i sottotitoli in inglese
> capivo quasi tutto (se non altro perché avevo visto da poco il film in
> italiano)...
 
Questo e' un errore.
Se una cosa la si conosce gia' si ha sempre l'impressione di capire piu' di quel che e'.
Insomma, la *full immersion* va a quel paese.
Non e' piu' come stare 2 ore in piazza a Londra, e' come ascoltare un concerto.
Sempre inglese e', ma conosci gia' le parole.
Serve, ma non tanto.
 
 
 
 
> > L'importante e' che i sottotitoli non ti schiavizzino (cioe' tu non abbia
> > paura a toglierli) ne' ti spaventino (cioe' pensi di non capire nulla
> > perche' hai i sottotitoli)
>
> Ehm... insomma! Senza sottotitoli non capivo praticamente nulla!!!
> Tra l'altro penso che proprio l'ascolto sia il mio punto debole, quindi
> forse dovrei esercitarmi più su quello. Serve ascoltare senza capire?!?
Certo che si'.
La *full immersion* e' prioprio questo.
Dai e dai, capisci.
Cosi' fanno quelli che emigrano, quelli che vanno via 1 anno e via dicendo.
E, in ogni caso, ti ho gia' detto di come si possono comunque graduare gli sforzi per renderli *utili*
Vai coi sottotitoli fino a che non capisci anche il 50% senza di essi (scusa se mi ripeto), poi passa a *senza* e vedrai che il passo sara' piu' breve.
Per usare entrambe le modalita'  e verificarsi *in corsa* si puo' usare SKY e
1.Registare un film un po' con i sottotitoli, un po' senza.
2. Coprire i sottotitoli per una decina di minuti (alternativamente) con un libro davanti allo schermo
3. Riguardare una scena memorizzata coi sottotitoli e vedere se si saprebbero ripetere/riscrivere le frasi.
 
Ma non farti troppi problemi, senno' ritorni agli obsoleti schemi *scolastici*
Buttati, e tra 10 film mi sai dire.